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Anche quest’anno si ripropone la settimana della Birra Artigianale, dal 13 al 19 febbraio 2012, un periodo un po’ congesionato vista la concomitanza con san valentino e la settimana di carnevale che culmina col giovedì grasso, voluta o non voluta, accoci qui a fare la nostra parte come sempre.

Quest’anno il birrificio si prensenta con due serate “esportate” a Roma e un Sabato di chiusura con un pomeriggio in compagnia.

Comunciamo …

Mercoledì 15 fabbraio – Beere Mangiare & Co. Roma:

I ragazzi di Roma,  vi propongono una cena accompagnata da birre artigianali di Casa Veccia:

  • manzo marinato agli agrumi Abbinato con birra Formenton 15€
  • maialino da latte su mousse di sedano di verona e puntarelle laccato alla birra abbinato con birra Calibro 5 19€
  • Varietà di 4 dolci al cioccolati abbinato con birra Dazio 11€
  • Menù completo al prezzo speciale di 35€ in abbinamento a tutte e Tre le birre

Logicamente ci sarò a presentare le mie Birre, a fare due chiacchiere con gli ospiti e a infondere un po’ di sapere a questi romani burini. La serata sarà comnque informale e non “unitaria” si potrà prendere tutto il menù o solo in parte e non disturberò con la classica papale da tutti in silenzio, ma sarò io a raggiungervi al tavolo per chiacchierare con voi.

Per info e prenotazioni: Beere Mangiare & Co. –  via Carlo Passaglia 1 00136 Roma (RM) – telefono 06 39721153

Poi …

Giovedì 16 febbraio – Ombre e Cicheti Roma:

Il mio nuovo amico Sebastiano vianello, è migrato alla capitale svariati anni fà, portando con se un po’ di venezia e aprendo l’unico bacaro veneziano a Roma! In collaborazione con Slow Food Roma  organizza una cena con degustazione di Birre. Qualche preparazione (e mi scuso per non avere in menù … cercherò di pubblicarlo per la cronaca) è cucinata anche con l’utilizzo della birra. L’occasione sarà quella per parlare di Birra Artigianale e approfondire gli abbinamenti. Ivan Borsato Birraio alla conquista di Roma! La serata è gestita da Slow Food, il costo è 35€ per i soci e 40€ per il resto del mondo.

Per informazioni sul locale: ”Ombre e Cicheti” – via del Lago Terrione, 18 – Roma -tel. 06 633280

Prenotazioni c/o slow food roma: Daniela Di Pietrantonio 334.5262495

Sabato 18 febbraio – Birrificio Porte Aperte – Casa Veccia Borsato Camalò:

Sabato pomeriggio, lo spaccio del birrificio sarà apero (e qua è come al solito…) ma in concomitanza con la settimana della birra artigianale, vi aspetto per una degustazione della mia produzione abbinata a qualche preparazione culinaria (rigorosamente country-style) .. non anticipo niente, sennò vi brucio la sorpresa .. vi aspetto!

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logo_maffioliSono iniziati questa settimana i primi due di cinque incontri con le classi 5e dell’istituto alberghiero Maffioli di Castelfranco. Gli incontri si inseriscono nel programma di confronto scuola-lavoro, dove agli studenti viene proposta l’esperienza lavorativa “sul campo” con una mezza giornata di visita. Aggiungiamo inoltre l’elemento Birra a rtigianale che in questo periodo sta riscontrando un grande successo sia di pubblico che di addetti del settore. Sempre più presente nei ristoranti la Carta della birre a fianco di quella dei vini, perciò perchè non far conoscere questo nuovo prodotto anche agli aspiranti futuri operatori di settore??!??

La mattinata iniza con l’arrivo dei ragazzi al birrificio, ci accomodiamo in sala degustazioni e, dispensa didattica in mano, si inizia a definire la Birra Artigianale, dalla nascita all’evoluzione della birra fino ai giorni nostri, sia sotto il profilo tecnico che di costume. Poi si passa alla Tecnica di Produzione birraia, analizzando le materie prime necessarie (un’approfondimento sul malto, la maltazione e il lievito) per poi descrivere i passaggi per la produzione vera e propria del mosto di birra (approfondendo sull’ammostamento e sulle reazioni enziamtiche che avvengono in questo particolare passaggio), dopo una veloce visita nella parte produttiva (che no è decisamente grande e non ci teniamo certo per mano per rischio di perderci!!) i ragazzi fanno un break.

foto_cucina

Successivamente si ritorna in “classe” a degustare la produzione birraia del microbirrificio casa veccia, introducento i Principi di degustazione della Birra utilizzando una scheda di degustazione confrontando principalemnte le differenze tra la degustazione dei vini (molto comune e più diffusa) con le particolarità che presenta la birra specie se artigianale e rifermentata. Ove evitare l’effetto “degustazione-ubriaca” i ragazzi possono provare l’abbinamento delle birre con degli insaccati di produzione nostrana locale, in abbinamento anche uno speciale formaggio affinato alla birra dalla Casearia di Carpenedo. A fine degustazione, per chiudere e per dare un’ultimo sguardo ad una delle più importanti produzioni brassicole europee, i ragazzi  degustano una Lambic, di grande acidità, alternando tra una Kriek e una Far0.

Alla fine mattinata l’entusiasmo è sempre alto e i complimenti dei docenti sempre presenti (speriamo che non sia solo per le birre che bevono!!! hihihi!!)

 

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ha ha ha …. Ce ne inventiamo una al giorno!!

calze

Ma se dentro la calza invece di caramelle o carbone trovaste una birra??

.. e perchè no??!!! Ivan Borsato Birraio vi propone un simpatico regalo per la befana, da portare come presente alla cena con gli amici o alla bicchierata di vin Brullè e pinza davanti alla “Bubarata” della vostra via … e comuinque poi … Vi rimangono i calzini!!

Definizione:

falò di inizio anno sono una tradizione popolare del Nordest consistente nel bruciare delle grandi cataste di legno e frasche nei primi giorni di gennaio, solitamente la vigilia dell’epifania. Data la sua larga diffusione, ne esistono moltissime versioni e denominazioni: in Veneto panevìn o panaìn (da pan e vin ”pane e vino”, il povero cibo che si consuma durante l’evento), pìroła-pàrołavècia (“vecchia”: le pire possono assumere la forma di un fantoccio), fogheradabubarata; in Friuli è detto pignarûl (plurale pignarûi), in Bisiacaria (Venezia Giulia) seima, , nel basso Friuli e nel Veneto Orientale foghèra o casèra. Nelle zone di Bologna e Modena si usa bruciare un fantoccio raffigurante un vecchio.

Per gli ordini:

tel e fax: 0422 872397

mobile: 335 6931266

e-mail: birraio@ivanborsato.it 

Per i pagamenti siamo muniti di terminale POS e circuito carta di credito VISA-MASTER CARD

 

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cassette

radicchio frollini bicchieri

Sono arrivate le Cassette di Natale!!! Da oggi potete ordinare le cassette natalizie personalizzate con i prodotti che vi piaccioni, oppure scegliere tra le nostre combinazioni “a tema”. Qui sotto vi attacco i 3 link alle tre paginette dove troverete tutte le informazioni utili per ordinare il vostro dono natalizio!

Tutte le tipologie di confezioni

Tutto quello che puoi metterci dentro

Le nostre proproste

 

Per gli ordini:

tel e fax: 0422 872397

mobile: 335 6931266

e-mail: birraio@ivanborsato.it 

Possibilità di fatturazione e personalizzazione delle confezioni natalizie per le aziende. Per i pagamenti siamo muniti di terminale POS e circuito carta di credito VISA-MASTER CARD

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steve_jobs

Non sono solito a parlare di argomenti che non siano “mangia&bevi” ma ho letto via FaceBook questo articolo comparso sulla repubblica l’8 ottobre 2011 e rono rimasto affascinato dalla “foto” che Penati  fa … molto anzi moltissimo affascinato dalla chiarazza e dalla trasparenza del discorso, non ci sono rime sopraffine e doppi sensi … solo in’isatntanea del momento (faccio delle considerazioni a seguito, ma dopo, prima leggete per entrare nella situazione ….)

SE STEVE JOBS FOSSE NATO IN ITALIA
di ALESSANDRO PENATI

IL MONDO onora la memoria del visionario che ha cambiato il nostro modo di comunicare. Colui che ha saputo coniugare crescita, innovazione, successo economico, tecnologia, carisma personale e qualità dei prodotti. Ma qui vorrei ricordare Steve Jobs come emblema di quello che è, può e dovrebbe essere il capitalismo di mercato, una lezione da imparare a memoria. Steve Jobs è l´imprenditore che ha creato Apple dal nulla, a 21 anni, con un amico di 26. Da noi è un giovane imprenditore chi lavora nell´azienda dal padre, o l´eredita. Jobs non si è laureato: ha abbandonato gli studi per fondare la Apple. Da noi si passano sei anni a studiare economia all´università con l´aspirazione di andare a lavorare per qualcuno: meglio se una banca, McKinsey, o lo studio del padre. Mettersi in proprio è un incubo, non un sogno. Jobs ha cominciato l´attività in un garage, pagando i fornitori con il credito ottenuto grazie a un ordine di computer che esistevano solo sulla carta. Da noi, nessuno fa credito a un´idea; il garage non avrebbe rispettato le norme di sicurezza; e non ci sarebbero stati i soldi per il commercialista, notaio e Camera di Commercio.
Jobs ha portato la Apple in Borsa nel 1980, appena quattro anni dopo la fondazione, per crescere. Da noi si colloca in Borsa la quota di minoranza di un´azienda matura, per fare cassa. La quotazione di Apple ha permesso al venture capital, che aveva creduto nel progetto, di approfittare di un momento di “euforia irrazionale” dei mercati (per l´arrivo della deregulation di Ronald Regan). La finanza genera bolle che fanno danni quando scoppiano, ma aprono anche la prospettiva di grandi profitti senza i quali non ci sarebbe l´incentivo a finanziare gli investimenti rischiosi dai quali nascono le aziende come la Apple. Da noi nessuno rischia nel venture capital. E il private equity investe in aziende mature, capaci di generare il cash flow con cui pagare le banche. Così, da noi, le bolle fanno solo i danni; ma non creano le nuove imprese.
Nel 1985, Jobs è stato estromesso dalla Apple. Per comandare in azienda non basta averla fondata: bisogna dimostrare agli azionisti di essere sempre i più bravi. Il vero capitalismo è meritocratico; il merito non ammette gratitudine o corsie preferenziali. E lo si conquista coi risultati, non con la buona stampa. Jobs è stato richiamato alla guida della Apple nel 1997: senza di lui, la società era cresciuta in media dell´11%; col suo ritorno, la crescita è quasi raddoppiata. Da noi, meglio essere “figli di”, o “amici di”. Cacciato dalla Apple, Jobs ha creato due società: la Next, fallita perché troppo innovativa; e la Pixar, ceduta alla Disney per 8 miliardi. Da noi, coi soldi della Apple, Jobs avrebbe fatto il finanziere, acquisendo partecipazioni, o investito in immobili.
Jobs comandava in Apple con lo 0,6% del capitale. Una fetta minuscola di una torta gigantesca. Da noi si comanda perché si ha il controllo; preferendo una grande fetta di una torta che, per questa ragione, rimane piccola. In quanto azionista, Jobs rinunciava a qualsiasi compenso da amministratore delegato. Da noi gli azionisti, anche se di controllo, si pagano lauti stipendi, stock option e benefit aziendali. In Apple ci sono 7 consiglieri. Da noi, spesso non ne bastano 15; e per accontentare tutti, a volte ci vuole il “duale”.
La Apple oggi vale 360 miliardi, quasi l´80% di tutta Piazza Affari o il Pil dell´Argentina. Ma i suoi quattro top manager hanno in media uno stipendio di 530 mila euro, più 560 di bonus garantito; da noi, roba da dirigente bancario. Il vero bonus milionario è pagato solo in azioni, e in base ai risultati: ai quattro sono andati 146 milioni nel 2010; avendo Apple realizzato 14 miliardi di utili. Nessuno si scandalizza. Anzi. La Apple delocalizza ed esternalizza la produzione in Asia e in Paesi a bassa fiscalità. Da noi verrebbe accusata di scarso senso sociale.
Il principale azionista (col 5%) è un fondo americano; ma se fosse cinese o di Abu Dhabi nessuno invocherebbe la difesa dell´”americanità”. Apple opera in un settore innovativo, tecnologico, e altamente concorrenziale; ma per quanto “strategica” non ha mai pensato a chiedere il sostegno dello Stato. Se la Apple sbaglia, fallisce perché, come ha detto Jobs, «la morte è la più geniale invenzione della vita: spazza via il vecchio per far posto al nuovo».
Un´Apple è possibile nel capitalismo di mercato americano. Da noi no.

Finita la lettura, mi sono chiesto che cazzo ci facciamo in italia a sprecare il nostro tempo, nessuno di quelli che oggi si ingrassano (meritatocramente come loro dicono, dati gli anni di gavetta) merita niente di quello che ha. Hanno solo avuto la fortuna di essere nel posto giusto, al momento giusto (anni 70-80 del vecchio secolo). Quelli che sono arrivati dopo, sono stati tutti spazzati via.

Mi immedesimo nella situazione scritta da Penati, penso che oggi mettersi in proprio o iniziare un progetto veramente nuovo equivalga a suicidarsi, oppure ti devi uccidere di lavoro (la risultante è la medesima) per riuscire solo a mettere la testa fuori. Fare l’imprenditore vuol dire percepire meno di uno stipendio da dipendente (e ve lo dico conti alla mano) e a quelli che mi rispondono “ma un domani sarà tutto tuo e comincerai a guadagnare tantissimo, ecc ecc..” io a volte vorrei rispondere “meglio un uovo oggi che una gallina domani” (se poi l’uovo è di Parisi .. no sa gnanca da freschin!). L’ultima volta che mi sono recato in un’istituto di credito mi sono sentito dire “che resti qui tra noi …  ma la banca a dato direttive di non prestare soldi a nessuno, neanche se è il figlio del presidente …” E tu prepari bussiness plan, simulazioni, prospettive … la realtà è questa: che tu sia intelligente, stupido, agricoltore o laureato … non riceverai niente!  Su queste basi le buone idee, la voglia di costruire, le prospettive future, tendono decisamente a zero. Che poi vogliamo lavorare per sopravvivere, è un’altro paio di maniche.

Nonostante questo vi esorto a cercare sempre nuove strade, io l’ho fatto, forse me ne pentirò, o forse ho trovato la gallina dalle uova d’oro (neppure quelle sanno di freschino…) o forse dovrò mangiare “sabion” per tanti anni, ma è una scelta che rifarei. Fare un lavoro con passione, con innovazione, con fiducia, con sincerità … rimpie l’anima e no il portafoglio, ma per una volta vi posso dire che per un po’ possiamo vivede di aria e lavorare ricavando grandi soddisfazioni.

Concludento lancio un appello alla Steve Jobs: ”siate sempre voraci, lottatori, e se serve disubbidienti … rubate un’idea per crearne un’altra” … ve la traduco in dialetto veneto “ndeghe sempre in cueo a tutto e tutti!!”

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